Complicità creativa.
Ossia l’amicizia tra Davide e Valeria.
Sono passati più di vent'anni da quando io e Valeria ci siamo incontrati a un concerto a Milano. Entrambi di ritorno da un anno di studio in Germania, ci siamo ritrovati tra amici comuni, immersi in una rete di volti, idee e nuove possibilità creative. Cercavamo un modo per canalizzare il nostro spirito progettuale e lo abbiamo trovato nel cuore pulsante della trasformazione di Milano: un vecchio spazio industriale destinato all'abbattimento, dove oggi sorge il Bosco Verticale. Quello spazio era la Stecca degli Artigiani.
La Stecca degli Artigiani, parte della Brown Boveri, nel 2002.
In un’esperienza collettiva di partecipazione attiva, insieme a comitati di quartiere, architetti, artisti e la resistenza bohémien contro l’ennesima gentrificazione, abbiamo fondato l’associazione Controprogetto. Credevamo che dalla protesta potesse nascere una proposta concreta.
La Stecca è stata il nostro incubatore: un luogo fuori dal tempo in cui abbiamo dato forma a un’utopia. In un gesto quasi ancestrale e rivoluzionario, abbiamo iniziato a costruire con le nostre mani, utilizzando materiali di recupero che per altri erano scarti, ma che noi vedevamo come risorse dal grande potenziale. All’epoca sembrava insolito che designer e architetti si sporcassero le mani con seghe e martelli, ma per noi era naturale e liberatorio.
Le idee prendevano vita in modo rapido e diretto, senza filtri.
UNo tra i progetti di costruzione partecipata più intensi all’Exfadda di san Vito sei Normanni nel 2012
Nel 2007 la Stecca degli Artigiani è stata demolita, ma i suoi contenuti sono sopravvissuti, trovando nuovi spazi e adattandosi a nuovi contesti.
Io e Valeria, insieme ad altri due soci, abbiamo continuato il nostro percorso nel design con materiali di recupero per molti anni, portando avanti progetti che ci hanno dato grandi soddisfazioni, riconoscimenti e opportunità internazionali. Condividevamo idee, fatica e la libertà di essere artefici del nostro mondo. E poi c’erano le migliaia di chilometri percorsi fianco a fianco in bicicletta, ogni giorno, per andare e tornare dal laboratorio.
Al lavoro
Nel 2018, spinti dalla voglia di nuove sfide e orizzonti, abbiamo lasciato Controprogetto e fondato Kiddin.
Sapevamo che il futuro ci avrebbe portati in luoghi diversi: Valeria in Puglia, io in Brasile. Ma non volevamo rinunciare alla gioia di creare insieme, alla magia di veder nascere un'idea, trasformarla, affinarla e infine concretizzarla in un oggetto reale.
Siamo ripartiti da un nuovo laboratorio, con il desiderio di portare sogni e magia negli spazi dei bambini. Lungo il cammino, abbiamo incontrato altri sognatori che hanno creduto nel nostro progetto e ci hanno aiutato a trasformare i nostri prototipi in realtà. Oggi, le nostre creazioni sono disponibili per tutti, realizzate con cura, qualità e passione. Perché per noi il design è questo: unire funzionalità e bellezza, sempre.
Un momento di relax alla chapada Diamantina in Brasile durante un progetto con Enel per il recupero di legna di pallets della più grande centrale solare del Sudamerica con la comunità locale
Kiddin è nato dall’amicizia, dalla voglia di creare insieme e di non smettere mai di sognare. Proprio come un’amicizia vera, che cresce, cambia e si adatta senza mai perdere la sua essenza, così i nostri progetti prendono forma, attraversano il tempo e si trasformano in qualcosa di unico. Perché il design, come l’amicizia, è fatto di connessioni, intuizioni e piccoli gesti che danno vita a qualcosa di speciale.